La febbre evoca il canto di un uccello androgino,
aprendo la strada a un piacere insaziabile
che si ramifica e attraversa il corpo della terra.
Oh! il viaggio infruttuoso intorno alle isole
dove le donne offrono al viaggiatore
il fresco ondeggiare dei loro seni
e la terrificante profondità nell'incavo dei loro fianchi!
La pelle tenera e liscia del giorno
si disfa come il guscio di un frutto putrido.
La febbre evoca il canto delle fogne
dove l'acqua trascina via la sporcizia.
Con la poesia Nocturne, pubblicata in Les Éléments du désastre, Editions Grasset, inizio questa giornata di omaggio ad Alvaro Mutis, straordinario narratore, immenso scrittore, formidabile amico.
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